2025

SLEEP WITH ME
Il mio letto è sempre stato per me uno spazio sicuro. È un posto dove resto sdraiata in silenzio a fissare il soffitto, vagando nella mia mente per ore; dove mi rannicchio dopo una lunga giornata o quando mi sento demotivata. È uno spazio in cui piangere, sognare, lottare e sfogarmi: il mio letto conosce tutti i miei pensieri ed emozioni.

Dal 2022, dopo il mio trasferimento a Milano, mi sono ritrovata a dormire in letti diversi ogni mese, che fosse per visitare familiari e amici, o viaggiando. Con il tempo, ho iniziato a sentirmi al sicuro anche in letti diversi dal mio, creando un legame con ciascuno di essi. Il mio luogo sicuro non si trovava quindi più soltanto in casa mia, poteva essere ovunque: uno spazio in cui lasciarmi andare ogni volta che ne avessi bisogno.

Ho iniziato così ad immortalare ogni risveglio in un letto diverso dal mio (Bedsheets I Slept With, 2022 - Ongoing), valorizzando le forme uniche che corpo e pensieri hanno creato muovendosi in quelle lenzuola. Ogni lenzuolo è diventato una presenza con cui ho passato la notte, e le pieghe generate dai miei movimenti sono le tracce di questa condivisione - ciascuno di essi sa tanto di me. Ogni fotografia scattata è stata poi convertita in un’onda sonora. Nonostante esse siano tutte completamente bianche, le pieghe sono sempre diverse. Ogni fotografia ha così generato un suono diverso, facendo acquisire ad ogni lenzuolo la propria voce, generata dalla forma che ha assunto dopo essere stato abitato.

L’installazione “Sleep With Me” vuole rivolgersi ad un pubblico esterno, offrendo la possibilità di ritagliarsi un momento in cui sentirsi al sicuro, e far vagare la mente all’interno di uno spazio liminale. Il visitatore è invitato ad interagire con l’installazione, occupando le lenzuola presenti nello spazio: ascoltando una traccia plasmata dalle loro pieghe, creandone assieme di nuove .


Sound design: Lit di Marco Mattinzioli:

Quando Elisa mi ha raccontato l’idea alla base della sua installazione “Sleep With Me” — dare voce alle lenzuola; far si che potessero raccontare anche loro ciò che avevano vissuto insieme a lei, ho pensato subito di trasformare le fotografie che mi aveva inviato in vero e proprio suono.
Ho tradotto le immagini in onde sonore tridimensionali grazie all’aiuto di un software per poi rielaborarle attraverso il sound design.
Quello che state ascoltando è il risultato di questo processo: un insieme di suoni nati dalle fotografie di Elisa — ogni tanto emergono come piccole risposte, a volte quasi impercettibili, ogni volta diverse, ogni volta nuove come le sensazioni ed emozioni provate dall’autrice tra le loro pieghe.



© Elisa Turri | P.Iva 04988810232